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L'Ing. Bacchetta relatore alla 6th EUROSHNET Conference

on Venerdì, 11 Gennaio 2019. Posted in news

L'Ing. Bacchetta relatore alla 6th EUROSHNET Conference
Il nostro Coordinatore, l'Ing. Adriano Paolo Bacchetta, è stato invitato alla prossima 6th European Conference on standardization, testing and certification in the field of occupational safety and health. La relazione, che sarà predisposta in collaborazione con il KAN - Kommission Arbeitsschutz und Normung, tratterà il problema del'accesso di personale all'interno delle attrezzature a pressione per lo svolgimento di attività di costruzione, riparazione e verifica.
 
Infatti, nel corso di tali attività, si potrebbe verificare un grave incidente dovuto alla mancanza di ossigeno o rischio acuto di esposizione a sostanze pericolose, ecc. Le attività di salvataggio in queste condizioni, soprattutto se il ferito è incosciente, sono molto difficili specie tenuto conto che le dimensioni del passo d’uomo solitamente installato su queste attrezzature ha una forma ellittica e dimensioni di 300mm x 400mm o 320mm x 420 mm. 
 
Nel corso del 2017, al Politecnico di Milano – Laurea Specialistica in Ingegneria della Sicurezza nell’Industria di Processo, abbiamo studiato i problemi relativi all'ingresso nei generatori di vapore sia a tubi di fumo, sia a tubi d’acqua. Partendo dall'identificazione dei pericoli e dalla valutazione dei rischi, abbiamo studiato le misure da predisporre, prima dell'accesso dei lavoratori, per garantire la sicurezza delle operazioni. Questo, poiché attualmente non sono disponibili sistemi alternativi (come l'uso di robot) in grado di sostituire in toto l'attività umana. Grazie allo studio condotto presso fabbricante di attrezzature a pressione, è stata eseguita un'analisi dettagliata delle attività valutando sia la possibilità di ricollocare il passo d’uomo in una posizione che possa garantire un accesso più agevole, sia l'aumento della sua dimensione per facilitare qualsiasi operazione di accesso / uscita in caso di gestione di situazioni di emergenza.
 
Le nostre valutazioni hanno tenuto conto anche della stabilità meccanica dei recipienti a pressione, considerando che l'aumento della dimensione dell’apertura di passaggio richiede di bilanciare l'aumento della dimensione dell’apertura, con il conseguente inevitabile indebolimento, con l’incremento dello spessore della parete del recipiente o l'applicazione di una lastra di rinforzo sistemata adiacente all’apertura (sia all'interno, sia all'esterno) o una combinazione dei due sistemi. Alcune considerazioni sono state svolte anche riguardo la possibile necessità di procedere all’estricazione di un lavoratore infortunato o colpito all’improvviso da arresto cardiaco mentre si trova all'interno della apparecchiatura. Un'attenzione particolare è stata rivolta ai sistemi ingegneristici previsionali in grado di ridurre la frequenza di accesso per le verifiche periodiche (Risk Based Inspection) e di procedure operative specifiche per ottenere migliori risultati nella riduzione della durata delle operazioni di estrazione da parte delle squadre di salvataggio. Questo anche per definire quale sia la formazione necessaria da somministrare al personale delle squadre di salvataggio e quali le attrezzature di soccorso adeguate, entrambe condizioni essenziali per la buona riuscita delle operazioni di salvataggio nel caso in cui i lavoratori debbano entrare all’interno delle attrezzature a pressione esistenti.
 
Un altro aspetto che è stato studiato durante la nostra attività di ricerca riguarda lo sforzo fisico del soccorritore. Grazie al posizionamento sul corpo del soccorritore di alcuni sensori per la rilevazione di alcuni parametri (frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno, ecc.), e l’esecuzione di analisi del sangue sui campioni prelevati prima e dopo le prove, è stato possibile valutare il livello di affaticamento accumulato e lo stress accumulato dal soccorritore durante le prove di salvataggio in spazi confinati. Questo ci ha fornito informazioni utili per valutare le caratteristiche fisiche e le prestazioni che dovrebbero essere richieste ai soccorritori chiamati a eseguire attività di salvataggio in spazi confinati.
 
La collaborazione con il KAN, prende le mosse dall'articolo pubblicato sul KANBrief 2/13, nel quale il Dipl.Ing. Rainer Schubert del BGRCI, ha scritto che circa 20.000 generatori di vapore devono essere ispezionati ogni cinque anni e ciò significa che, in media, in Germania, ogni giorno ci sono 20 tecnici che entrano in un generatore. Se a questo numero sommiamo anche i lavoratori che costruiscono gli apparecchi a pressione, il numero aumenta certamente, e di molto. Da qui l'importanza di studiare in modo approfondito il problema e la definizione del programma futuro delle attività di ricerca, che prevede la sperimentazione di atttrezzature/dispositivi e metodiche di soccorso applicabili ad altre attrezzature a pressione diverse, incluse quelle con ostacoli interni (come agitatori, ecc.), per identificare procedure di soccorso efficace,
 
 
Per maggiori informazioni, inviare una mail a [email protected] oppure chiamare

 

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