Grande affluenza presso la sala eventi del Tecnopolo DIEF – Università di Modena e Reggio Emilia dove, lo scorso 18 novembre, quasi 250 persone hanno partecipato al Quinto Convegno Nazionale sulle attività negli Spazi Confinati, dal titolo “Confined Spaces: new perspective in Confined Spaces Safety”. L’evento, cui è stato conferito il Patrocinio della Regione Emilia Romagna, è stato organizzato nell’ambito del progetto “A Modena la sicurezza sul lavoro in pratica” dal Centro di Ricerca Interdipartimentale sulla Sicurezza e Prevenzione dei Rischi C.R.I.S. in collaborazione con l’Associazione organismo di ricerca European Interdisciplinaery Applied Research Center for Safety di Parma.
Durante i lavori tutti coloro che, a vario titolo, operano nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati (D.P.R. 177/2011) in quanto coinvolti o interessati nella programmazione, gestione, attuazione, monitoraggio e valutazione delle attività in questi particolari ambiti operativi, hanno avuto modo d’interagire con i vari relatori rappresentanti di Enti e organizzazioni nazionali per fare il punto sull’applicazione del D.P.R. 177/2011.
Ai lavori del Convegno, in rappresentanza del Ministero Lavoro e delle Politiche Sociali, era presente l’Ing. Abdul Ghani Ahmad che oltre a sottolineare la specificità del progetto “A Modena la Sicurezza sul Lavoro, in pratica”, ha dichiarato il proprio apprezzamento e la validità dell’iniziativa. La giornata è proseguita con l’intervento dell’Ing. Giovanni Andrea Zuccarello dell’INAIL Settore Ricerca Certificazione e Verifica – UOT Bologna che ha inquadrato il tema della giornata evidenziando alcune criticità che sono state sviluppate negli interventi successivi.

Nel corso della giornata di convegno, dopo la presentazione degli scopi e attività dell’European Interdisciplinary Applied Research Center for Safety, Riccardo Melloni ha illustrato alcini aspetti delle norme internazionali sul tema dei confined spaces, Adriano Paolo Bacchetta ha evidenziato i problemi del Decreto con particolare riferimento all’impianto complessivo del Decreto e i problemi derivanti fin dalla individuazione degli ambiti di applicazione presentando anche un protocollo sanitario per i lavoratori addetti alle attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, studiato da CRIS e EURSAFE con l’Istituto Maugeri di Pavia. Il Dott. Maurizio Raimondi di AREU Lombardia, AAT 118 Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo Pavia è quindi intervenuto sul tema del coordinamento con il sistema di soccorso nazionalee i VV.F., portando i risultati di una sperimentazione realizzata con l’ASL di Pavia, unitamente al CRIS e EURSAFE, nel settore Vitivinicolo. Da ultimo, hanno chiuso gli interventi della mattinata l’Ing. Luciano di Donato dell’INAIL Settore Ricerca Certificazione e Verifica – DIT che ha presentato lo “Stato attuale e futuri sviluppi delle attività di ricerca INAIL nel campo degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati” e l’Ing. Stefano Arletti dell’Azienda Ausl Modena con un intervento sul tema della “vigilanza sulle attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati” portando l’esperienza operativa, come contributo al miglioramento.
Il pomeriggio ha avuto inizio con la presentazione dell’esperienza maturata da AREU 118 di Bologna, con la presenza di Maurizio Pirina e Carlo Sciarretta (Dipartimento di Emergenza Azienda USL di Bologna) per sottolineare l’importanza della progettazione e pianificazione degli interventi” e come, nella progettazione, si debba adeguatamente affrontare e predisporre un piano di emergenza/soccorso coordinato con SSN e i VV.F. Quindi il Dott. Nicola Delussu dell’ASL di Milano, è intervenuto sull’Applicazione del DPR 177/2011 alle attività nei cantieri e sui temi dell’informazione/formazione, portando la recente esperienza dei cantieri di approntamento di EXPO2015 e il dott. Massimo Peca, Ispettore della DTL Vicenza ha affrontato il tema della certificazione dei contratti di appalto/sub appalto delle lavorazioni negli ambienti sospetti d’inquinamento o confinati: è possibile certificare la sicurezza dei lavoratori?”.
Al termine degli interventi Neil McManus, uno tra i maggiori esperti a livello internazionale, ha tenuto una lezione in webconference sul tema: Atmospheric Hazards and Isolated Subsurface Structures in the Subsurface Infrastructure – A Deadly Combination (è prevista la traduzione simultanea in italiano). Un’importante trattazione sui rischi associati alla attività in ambienti interrati per la presenza di pericoli derivanti dalla presenza di agenti chimici pericolosi aerodispersi. Il verificarsi di queste condizioni nell’ambito di attività nei confined spaces comporta, nel tempo, la modifica delle condizioni di abitabilità degli ambiti operativi e un elevato rischio per gli operatori addetti.
Sin dalla sua prima edizione, il Convegno Nazionale rappresenta un momento di analisi e confronto delle esperienze di tutti quegli attori del sistema prevenzionistico nazionale e internazionale che, a vario titolo e con differenti modalità, hanno acquisito una specifica competenza nell’ambito delle attività nei Confined Spaces. Inoltre, da sempre, fonda la propria ragione d’essere sulla consapevolezza che l’estrema varietà di situazioni operative connesse all’attività nei Confined Spaces necessita un grande sforzo di ricerca e condivisione dell’esperienza acquisita, anche a livello internazionale, così da poter fare tesoro dei diversi approcci metodologici e accorgimenti tecnici da poter tradurre in chiave operativa e rendere disponibili a livello nazionale agli operatori del settore.
Per evitare che si ripetano incidenti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, appare infatti fondamentale definire strumenti concettuali e operativi adeguati a garantire la salute e sicurezza degli operatori addetti. Se da una parte è evidente che la verifica della qualità dell’aria interna e la garanzia di un’adeguata ventilazione sono basilari, dall’altra la conformazione strutturale di molti ambienti in cui si è chiamati a operare e la presenza di ulteriori rischi specifici associabili a queste attività, necessitano l’applicazione di specifiche metodiche di analisi e valutazione delle singole fasi operative.
Affermata sia l’importanza di DUVRI, POS, PSC come documenti che formalizzano l’attività di cooperazione, coordinamento e informazione reciproca delle imprese coinvolte in un appalto, sia la necessità di verificare che la catena degli appalti e subappalti non porti aziende o lavoratori autonomi a eseguire attività per le quali non sono né preparati né attrezzati. La questione è una sola: bisogna eseguire un’approfondita e corretta valutazione dei rischi, un addestramento efficace, prevedere l’impiego di attrezzature idonee e pianificare sia le attività ordinarie sia gli scenari di emergenza, codificando le operazioni da porre in essere. Questo, è auspicabile, alla luce di una specifica norma tecnica di riferimento da sviluppare sulla base di linee guida, norme e/o standard e Best Practices presenti a livello nazionale e internazionale.

All’evento è stato conferito un riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella.
Ulteriori informazioni sull’evento sono disponibili sui siti di EURSAFE www.eursafe.eu e SICUREZZA IN PRATICA www.sicurezzainpratica.eu.