Lo scorso 20 giugno a Bologna all’auditorium Enzo Biagi, si è svolto il convegno “Dall’uomo talpa alla talpa meccanica - La sicurezza dei lavori in cunicoli , pozzi, trincee - Lo stato dell’arte e le soluzioni tecnologiche possibili”.

Obiettivo del convegno era sensibilizzare tutti gli attori coinvolti (Committenti pubblici e privati, Progettisti, Affidatarie ed esecutrici, Coordinatori della sicurezza), fornendo lo stato dell’arte delle misure di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori attualmente adottate, nonché delle migliori tecnologie disponibili potenzialmente adottabili, con la finalità prioritaria di evitare la presenza degli addetti all’interno degli scavi.

Tra i vari relatori che si sono avvicendati sul palco, la Dott.ssa Patrizia Ferdenzi (UOPSAL AUSL Reggio Emilia) ha presentato le nuove “Indicazioni operative in materia di igiene e sicurezza sul lavoro negli ambienti confinati”. Questo documento, frutto dell’attività del gruppo di lavoro interistituzionale, denominato “Ambienti Confinati”, insediato dal Comitato Regionale di Coordinamento ex art. 7 del D.Lgs 81/08 della Regione Emilia Romagna, si propone quale contributo tecnico per ampliare il ventaglio degli strumenti informativi attualmente disponibili sul tema delle attività negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati di cui al DPR 177/2011.

Senza la presunzione di proporre un documento innovativo, perché è già vastissima la bibliografia e la documentazione a disposizione su questo argomento, il gruppo di lavoro si è dato l’obiettivo di fornire alle aziende ed ai lavoratori una sintesi di indicazioni semplici e pratiche sulle procedure operative e sui mezzi necessari a lavorare in regime di massima sicurezza in tali ambienti. Al di là delle specifiche indicazioni tecniche e procedurali trattate, il gruppo di lavoro già nell’ambito della premessa, rileva quale sia l’approccio di fondo che sottende al lavoro svolto. Si tratta di un approccio dettato dal D.Lgs 81/08 il quale innanzitutto, all’art. 15 com. 1, lett. c, impone l’eliminazione dei rischi in base al progresso tecnico. Per i lavori negli ambienti confinati c’è un solo modo per eliminare il rischio alla fonte: eseguire i lavori rimanendo all’esterno. Il progresso tecnico, come dappertutto, anche in questo campo sta evolvendo ed è bene ricordare che l’art. 15 detta obblighi e non opzioni.

Pertanto, per i lavori in ambienti confinati, considerando gli elevati rischi per la sicurezza e salute in gioco, la valutazione delle modalità di lavoro scelte rispetto alle tecnologie disponibili diventa il punto centrale, al quale gli organi di vigilanza presteranno particolare attenzione. In altri termini è il datore di lavoro che deve dimostrare che per l’esecuzione dei lavori non vi è alternativa all’accesso. In tal caso è sempre il citato art. 15 che detta l’orientamento generale: eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, loro riduzione al minimo in base al progresso tecnico. In questo caso tuttavia la mera applicazione del progresso tecnico è una condizione necessaria, ma non sufficiente.

Gli interventi negli ambienti confinati richiedono, oltre all’applicazione della migliore tecnologia, anche una gestione della prevenzione nella quale la conoscenza dei rischi, la formazione e l’addestramento, integrati in una organica progettazione, sono fondamentali.

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Convegno a Bologna - 20 giugno HOT

Presentazione a Bologna delle nuove indicazioni operative negli ambienti confinati

Data 2013-07-16 Dimensioni del File 904.74 KB Download 459 Scarica